Uh!

Non sempre ho qualcosa da dire…

Archivio per la categoria ‘Rete’

HO TROVATO UN MEME, ‘MO SON CAZZI VOSTRI

Pubblicato da miglietto su 13 - 04 - 08

Grazie a Enrica, ho capito cos’è un meme. Al di là di definizioni astruse e fin troppo serie, si tratta di un gioco. E allora giochiamo. Come detto, sono stato nominato da Orientalia 4All, uno dei blog che frequento più spesso.

Come da copione, queste sono le regole di svolgimento:
· Indicare il blog che vi ha nominato e linkarlo;
· Inserire le regole di svolgimento;
· Scrivere sei cose che vi piace fare (cosa lecite ragazzi, siamo un blog perbene e onesto!:))
· Nominare altre 6 persone affinché proseguano il meme
· Lasciare un commento sul blog dei 6 prescelti amici memati

Ecco sei cose (nella loro definizione più elementare) che mi piace fare. Anche nel mio caso non sono in perfetto ordine di priorità, dipende dal momento:

1) scrivere
2) leggere
3) andare in mountain-bike
4) andare in moto
5) stare al sole
6) ascoltare musica

Questi sono, invece, i blogger che intendo trascinare nella centrifuga in cui sono finito anch’io. Suvvia, è divertente, in fondo.

Luisa
Leonora
MarcoMiglia
Giorgio
Paolo
Frenz
Dania

Il Miglia ringrazia tutti sentitamente.

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L’IPERPRESENTE

Pubblicato da miglietto su 18 - 01 - 08

Davvero la rete ci sta ammorbando in uno stato di “iperpresente” (definizione di Luca De Biase)?

Siamo talmente concentrati su ciò che accade così rapidamente, anche tra noi, che non riusciamo a capire quali siano le conseguenze dei nostri piccoli e grandi gesti?
Cosa ci guida, se c’è qualcosa, nella nostra immersione via blog?
Oppure, ogni volta, è soltanto un tuffo?

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TORNIAMO AL SENSO

Pubblicato da miglietto su 16 - 01 - 08

L’iper presente: uno dei rischi della nuova dimensione in cui la rete ci sta trascinando.

Non riuscivo a dare un nome ai timori che albergano nei miei amici e un po’ anche in me da quando ci approcciamo al mondo dei blog.
La definizione, ovviamente, non è mia. E’ di Luca De Biase, che l’ha tirata fuori dal suo ricchissimo cilindro nel corso della presentazione del suo “Economia della felicità”, oggi in Feltrinelli a Milano.
Un’ora e mezza fitta di spunti, che proverò a sviluppare nei prossimi post, con la consapevolezza di un’inadeguatezza di fondo, coadiuvata, però, da una grande voglia di capire.
Il rischio dell’iper presente è lì. E’ concreto, grave, ma si può evitare. Come? Lo dice lo stesso De Biase: con la progettualità.
Insomma, va bene tutto nella rete, ma di fondo deve esserci qualcosa che abbia una direzione.
Quale direzione? Questa è un’altra storia.

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IL POTERE DEI PICCOLI

Pubblicato da miglietto su 14 - 12 - 07

Faccio il cronista da una decina d’anni. Da sette o otto mi occupo principalmente di politica e pubblica amministrazione.
L’altro giorno ho realizzato un dato agghiacciante. Una cosa che ho sempre avuto sotto il naso, a dire il vero, e che spesso il naso me l’ha fatto arricciare, ma che non mi era mai parsa tanto evidente e devastante.
Vi dico di che si tratta: coloro che detengono il potere, quasi sempre politici o burocrati di vario stampo da me frequentati per motivi professionali, sono generalmente propensi alla disonestà intellettuale.
La menzogna è ormai divenuta la regola. La piccola grande truffa, l’escamotage, la furbata, l’opportunismo più bieco non sono affatto fenomeni isolati negli ambienti che frequento da quasi un decennio. Anzi, la tendenza a queste abitudini è sempre più marcata. E più sai mentire, più fai carriera. Più sai scaricare su altri le tue responsabilità, più lunga sarà la tua vita nella bolla del potere.
Cosa comporta tutto ciò? Credetemi, non è affare loro.
Non ci pensano nemmeno al dopo.
Non voglio passare per un qualunquista. Proprio contro il qualunquismo, che reputo uno dei mali più gravi da cui la nostra società è divorata, voglio scrivere questa cosa. Nessuna crociata. E nemmeno moralismo, ché non è roba mia.
La mia è una semplice testimonianza diretta. Fatene ciò che volete, credetemi, oppure no. Ma sappiatelo: siamo nella merda, in senso letterale. Completamente immersi.
Dando una forma a questo desolante scenario, mi siete venuti in mente voi, che state nella rete e che nella rete state riversando una quantità tale di buoni valori e buone idee da lasciarmi, ancora oggi, quotidianamente stupito.
Che la via d’uscita dalla Tv malata possa essere la rete (De Biase non ci tradire) sono personalmente persuaso, malgrado le non rare fasi di scoramento.
E che in questo nuovo modo di far circolare le idee vi sia la “salvezza”, per il momento mi limito a sperarlo. Forse ho una visione un po’ troppo romantica dell’Idea e del mezzo con cui la vedo viaggiare e crescere meglio. Ma è la mia ancora, altrimenti verrei trascinato via.
Perché siamo arrivati a questo punto? E, soprattutto, siamo ancora in tempo per invertire la rotta, o quantomeno per correggere il tiro?
Faccio un lavoro che mi obbliga ad avere fiducia.
Da quella pesantissima pizza di qualche tempo fa, i dubbi non sono diminuiti, ma la mia forza è aumentata oltre ogni previsione.

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