Pubblicato da miglietto su 20 - 04 - 08
Poi, magari, Luca Mascaro è un moderno negriero in salsa tecnologica, uno che appena può ti sfrutta, uno che per lui sei solo un numero, anzi, un account.
Ma, guardando le foto di Lyonora su Sketchin penso: “Ecco, io vorrei lavorare lì”.
Premessa: non so nulla di programmazione, sistemi web, design e di tutte le diavolerie che in quell’azienda elaborano con la facilità con cui io uso un block-notes.
Insomma, non mi sto proponendo, ma scorrendo quelle foto non posso, ogni volta, non pensare che quello deve essere il modello aziendale su cui puntare.
È un modello persino per me, che non ho un’azienda. Un modello, credo, che supera il concetto stesso di azienda.
Dalle foto cosa sento? Sento che Luca è il capo, non si discute. E questo conta. Parecchio. Non c’è dinamismo senza leadership. Ma “il capo” è davvero “web 2” con il resto del gruppo, con la squadra. E che squadra. Me lo dicono le loro corse sui prati, l’espressione dei volti ritratti (perché siete tutti belli lì dentro?), i momenti di confronto, le magliette, i mille colori e persino l’arredo di Sketchin.
Se poi mi addentro nel sito aziendale, pur restando totalmente immune da qualsivoglia possibilità di comprendere certi dettagli tecnici, capisco che quella cosa lì è sostanza, ingegno, progetto, lavoro. Tanto.
Questi ragazzi hanno poco più di vent’anni. Dal giorno stesso in cui li ho conosciuti in un’epica pizza-blog, mi hanno ridato un po’ di quella fiducia che stavo smarrendo.
Ringraziarli è il minimo che possa fare.
(foto by http://www.lyonora.it/)
Pubblicato su Futuro, Lavoro, azienda, gioia, giovani, luca mascaro, modelli, sketchin, vita, web | 6 Commenti »
Pubblicato da miglietto su 19 - 01 - 08
Se il grado di benessere e appagamento di un lavoratore potrebbe, in un futuro non lontano, persino arrivare ad essere una voce importante tra i capitoli dei bilanci aziendali, perchè una gran parte delle persone che conosco non sonno soddisfatte di come si trovano a svolgere il proprio lavoro?
Perchè la figura del “capo”, sia esso un direttore o il proprietario dell’impresa, è quasi sempre invisa ai dipendenti?
E’ un fatto necessario nelle dinamiche di organizzazione aziendale, oppure attiene a componenti psicologiche diverse? Insomma, a volte mi capita di pensare che basterebbe davvero poco, e soprattutto non in termini economici, perchè all’interno di un gruppo di lavoro l’appagamento e il valore aggiunto in termini di serenità possano crescere, a beneficio, ovviamente, anche della stessa azienda. Eppure non accade spesso, anzi, accade quasi mai.
Colpa della diffusa frustrazione di “capi” sempre più ricchi di soldi, ma sempre più poveri di spirito?
O è colpa della categoria “dipendente”, ancora diffusamente immatura per disporre di spazi e modalità che, male utilizzati, porterebbero, in fondo, a una organizzazione aziendale meno efficiente?
Pubblicato su Complessità, Economia, Felicità, Futuro, Lavoro | Lascia un commento »
Pubblicato da miglietto su 17 - 01 - 08
“Il grado di soddisfazione dei dipendenti dovrebbe essere inserito, quale vero e proprio capitolo, nei bilanci aziendali. Occorrono nuovi strumenti contabili che inizino quantificare anche la qualità della condizione di lavoro e non soltanto la sua quantità”.
Parole di
Luca De Biase, in occasione della presentazione del suo “Economia della felicità” edito da Feltrinelli.
Parole che mi affascinano e che, se mi guardo intorno, mi fanno sorridere.
Mi domando: ma dove andrebbe messa la soddisfazione? Attività o passività?
Pubblicato su Economia, Giornalismo, Lavoro, blog | 1 Commento »