Come avrete notato a destra, ho aperto un nuovo blog tematico in cui cercherò di rendere conto del processo che il 29 gennaio si apre a Como sulla cosiddetta strage di Erba.
Pubblicato da miglietto su 27 - 01 - 08
Come avrete notato a destra, ho aperto un nuovo blog tematico in cui cercherò di rendere conto del processo che il 29 gennaio si apre a Como sulla cosiddetta strage di Erba.
Pubblicato su Cose di vita e di morte, Etica, Giornalismo, Giustizia, cronache | 2 Commenti »
Pubblicato da miglietto su 23 - 01 - 08
E’ una via di mezzo tra il dietro le quinte di un teatro e il set di un film.
Pubblicato su Cose di vita e di morte, Costume, Giornalismo, Giustizia, cronache | Lascia un commento »
Pubblicato da miglietto su 19 - 01 - 08
Pubblicato su Cose di vita e di morte, Etica, Giornalismo, Giustizia, cronache | 1 Commento »
Pubblicato da miglietto su 15 - 01 - 08
Ne “La grande abbuffata” esprimevo una certa preoccupazione circa il caos mediatico che si vede all’orizzonte del 29 gennaio, quando in Tribunale a Como inizierà il processo della cosiddetta strage di Erba.Pubblicato su Cose di vita e di morte, Costume, Giornalismo, Giustizia, cronache, società | 1 Commento »
Pubblicato da miglietto su 13 - 01 - 08
Tra poco, il 29 gennaio, in Tribunale a Como prenderà il via il processo in Corte d’Assise nei confronti di Olindo Romano e Rosa Bazzi, ormai tristemente arcinoti per essere ritenuti (sono rei confessi salvo una recente ritrattazione) i carnefici della cosiddetta “strage di Erba”.Pubblicato su Etica, Giornalismo, Giustizia, blog | Lascia un commento »
Pubblicato da miglietto su 19 - 12 - 07
Vittorio Feltri dice che ad alcune testate giornalistiche “le notizie fanno schifo”.
Pubblicato su Futuro, Giornalismo, Giustizia, Pubblica amministrazione | 5 Commenti »
Pubblicato da miglietto su 28 - 11 - 07
Ieri mattina mi confrontavo con il mio amico/collega Stefano, con cui non parlo spesso, ma quando lo faccio imparo sempre qualcosa. Nessuno ha scartato, ad esempio, il primo punto, quello che, nella linea accusatoria, tende ad acclarare la possibile omosessualità del prete, soffermandosi sugli unici fatti penalmente rilevanti emersi dalle varie testimonianze.
La risposta che ci siamo dati è sin troppo semplice: siamo giornalisti, non giudici.
Non è nostro compito fermarci al “penalmente rilevante”, noi dobbiamo raccontare anche tutto il resto.
Una risposta che, però, non risolve la questione.
Fino a che punto è giusto che la gente sappia? Qual è il famoso limite del diritto di cronaca?
Ma, soprattutto, qual è il punto oltre il quale rispondiamo più al nostro ego (professionale e personale), piuttosto che al vero interesse generale?
In questo caso, poi, la faccenda è complicata. Trattandosi di un prete, responsabile, per altro, dell’organizzazione di oratori, è, probabilmente necessario anche rendere conto, al di là delle implicazioni penali, del suo operato all’interno di questi oratori, con relazioni personali controverse e tutto ciò che ne deriva. Operato, per altro, di dominio pubblico perché descritto all’interno di un’aula di Tribunale, in un processo a porte aperte. In questo modo, però, il rischio, o meglio la certezza, è di anticipare l’eventuale condanna dei giudici.
Perché sapere che don Mauro è stato accusato da alcuni suoi parrocchiani di avere “attenzioni particolari” nei confronti di un ragazzo può essere devastante quasi quanto un’eventuale condanna per gli abusi su un altro ragazzino. Insomma, per i cronisti, il rischio di sostituirsi ai magistrati nel metro di giudizio della gente è concreto. E c’è sempre.
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