Uh!

Non sempre ho qualcosa da dire…

Archivio per la categoria ‘Etica’

L’ALTRO PROCESSO

Pubblicato da miglietto su 27 - 01 - 08

Come avrete notato a destra, ho aperto un nuovo blog tematico in cui cercherò di rendere conto del processo che il 29 gennaio si apre a Como sulla cosiddetta strage di Erba.

Da qui in avanti, dunque, tutti post su quell’argomento saranno QUI. Vi rimando alla consultazione ed, eventualmente, alla partecipazione al blog per ogni considerazione in merito.
Se cercate qualcosa che aggiunga prurito alla vicenda, fate a meno di cliccare. Se volete capire meglio cosa bollirà in quell’enorme pentolone, allora, forse, nel blog troverete qualche spunto.
Su che basi intenderò muovermi, è spiegato, spero chiaramente, all’interno del blog.
Vi aspetto.

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CADERE IN PIEDI

Pubblicato da miglietto su 25 - 01 - 08

Sarà anche uno che si vende male, il cui aspetto curiale anche a me è sempre piaciuto poco.

Avrà una dialettica scarsa e, soprattutto, una pronuncia incomprensibile.
Ma se ne è andato a casa come nessun altro avrebbe fatto in Italia: con dignità.
Potremmo discutere anni sull’efficacia dei suoi mesi di governo (secondo me tutto sommato buoni), ma il modo in cui Romano Prodi ha affrontato la crisi che l’ha fatto cadere dovrebbe servire da lezione a molti in questo Paese in cui la dignità è merce ormai rarissima.
Poteva svignarsela, rassegnando le dimissioni prima del voto al Senato, invece ha preteso che ogni senatore motivasse la propria scelta.
Fautore della più “democristiana” real politik, si è sempre fermato quando gli veniva chiesto di sfondare limiti, a destra e a sinistra, per lui invalicabili, a costo, l’abbiamo visto, di andare a casa.

Cosa succederà ora? Chi prenderà il suo posto? Voto o governo di transizione?
Importa poco, perché una sola cosa è certa: la lezione di Prodi non sarà raccolta da nessuno.
E ancora una volta il nostro Paese avrà perso un’ottima occasione.

Io, intanto, dico grazie, Romano.
Per ciò (anche se poco) che sei riuscito a fare, ma soprattutto per ciò che hai dimostrato di essere.
P.S. aggiunto alle 21.00 dopo visione dei principali tg serali.
Alla domanda di un cronista che gli ha chiesto se fosse disponibile per un governo di transizione Prodi ha così risposto: “Mi sono presentato davanti al Parlamento e ho perso. Quando uno perde, ne prende atto e se ne va”.
Cosa farà adesso?
“Il nonno!”
Ribadisco.

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MAQUALISONOLENOTIZIE 5

Pubblicato da miglietto su 19 - 01 - 08

Qual è la notizia?

Che Totò Cuffaro, presidente della Regione Sicilia, sia stato condannato a 5 anni di carcere per aver favorito un mafioso, svelandogli l’esistenza di un’inchiesta con tanto di intercettazioni, oppure che lo stesso non sia stato ritenuto a servizio dell’intera organizzazione comunemente chiamata Cosa Nostra?
Leggendo i quotidiani in edicola oggi pare che la notizia sia quest’ultima.

Ha ragione, dunque, Cuffaro, e con lui Berlusconi e una folta schiera di supporter, a dichiararsi un perseguitato politico e a dichiarare con una certa fierezza che non intende dimettersi dalla carica che ricopre.

Insomma, se aiuti un boss mafioso, ma non la Mafia, in Sicilia, anzi, in Italia, sei una brava persona.

Pubblicato su Cose di vita e di morte, Etica, Giornalismo, Giustizia, cronache | 1 Commento »

MAQUALISONOLENOTIZIE 4

Pubblicato da miglietto su 14 - 01 - 08

Mi chiedevo, insieme con il collega Paolo Moretti, quale sia il senso del nostro lavoro. Quali notizie sia utile raccogliere e quali, soprattutto, diffondere.

Nel rifletterci sopra mi sono, però, reso conto che una cosa è la nostra riflessione, fatalmente condizionata dall’esserci dentro, altro è ciò che davvero gli utenti, i nostri veri editori, intendono.
Allora lo chiedo a voi:

quali sono le notizie che apprezzate in un giornale o in un tg? (cronaca, politica, costume e società, economia, sport).

In che forma? (preferite la brevità o un pezzo articolato e approfondito).

Vi interessa conoscere i nomi delle persone coinvolte, se queste non sono particolarmente note? (Ad esempio, quello di un tizio che ha commesso un furto o una rapina in un tal posto).

Quali tipi di notizie sono buoni soltanto per riempire le pagine e le scalette?
Cosa manca sicuramente nei media tradizionali locali oggi?

Ogni risposta è, ovviamente, gradita.

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LA GRANDE ABBUFFATA

Pubblicato da miglietto su 13 - 01 - 08

Tra poco, il 29 gennaio, in Tribunale a Como prenderà il via il processo in Corte d’Assise nei confronti di Olindo Romano e Rosa Bazzi, ormai tristemente arcinoti per essere ritenuti (sono rei confessi salvo una recente ritrattazione) i carnefici della cosiddetta “strage di Erba”.
A udienza ancora lontana c’è già una notizia: non solo la gente cerca da mesi il numerino per avere un posto in prima fila, anche i giornalisti dovranno accreditarsi per assistere al dibattimento. Ciò significa che il presidente del Tribunale già sa che il numero di rappresentanti di Tv e giornali sarà altissimo. Considerare il rischio di un processo mediatico è, dunque, tutt’altro che fuori luogo.
Ma quanto i due piani, quello mediatico, appunto, e quello giuridico saranno mantenuti distanti?
Non sarà semplice, a prescindere dalla pubblica accusa e dalla Corte, che, se confermata, dà ampie garanzie di tenuta. Non va, infatti, trascurato, che sei giudici popolari dovranno, insieme con due togati, emettere il verdetto finale. Insomma, la sensazione è che la cosiddetta opinione pubblica possa avere, nell’arco del processo, una qualche rilevanza. E quando si parla di opinione pubblica, ovviamente si parla dei media.
Si sprecheranno i servizi “musicati” di Studio Aperto, le puntate di Matrix e Porta a Porta, gli articoli e i commenti su quotidiani e settimanali, perchè in quell’aula, fino al giorno della sentenza, probabilmente verrà vomitato di tutto.
Personalmente, seguirò le udienze e ne farò puntuale resoconto sul blog.
Proverò a offrire il punto di vista del blogger, oltre che del giornalista. Con le logiche di orizzontalità della rete e con il contributo di chi vorrà partecipare alla discussione. Chissà che ne esca qualcosa di interessante, capace, possibilmente, di staccarsi dal minestrone mediatico che, fatalmente, sommergerà tutto e tutti.

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MAQUALISONOLENOTIZIE 3

Pubblicato da miglietto su 25 - 12 - 07

Come la pensi sull’uso distorto delle intercettazioni ambientali e della loro spesso ingiusta pubblicazione l’ho detto chiaro nel post “Cronaca da una discarica”.
Credo che un paese civile non possa utilizzare il pubblico ludibrio quale strumento di “giustizia parallela” del tipo: se non ti posso condannare, almeno ti sputtano.
Quando dissi che le abitudini sessuali di Azouz Marzouk secondo me avevano poco a che vedere con l’accusa che l’ha portato in carcere, ero sincero. Non c’era attinenza, nemmeno indiretta, con il presunto reato commesso e non c’era rilevanza pubblica che giustificasse la pubblicazione delle parti a sfondo sessuale di quelle intercettazioni.
Detto ciò, quando sento qualcuno dire che i contenuti della telefonata tra Agostino Saccà e Silvio Berlusconi in tema di Rai, di fiction e di raccomandazioni sono soltanto fatti loro, e per questo non è stato giusto diffonderne i contenuti, sono convinto che sia in malafede, o non abbia capito un gran che della vicenda.
Per una serie di motivi.
Primo: i due protagonisti rivestono un ruolo pubblico e il contenuto della telefonata finito sulla stampa riguarda un loro colloquio nell’esercizio dei loro rispettivi ruoli.
Non sono Silvio e Agostino a scambiare due chiacchiere, ma il presidente Berlusconi e il direttore Saccà.
Saccà parla a Berlusconi nella veste di direttore generale di Rai-Fiction e si inchina al capo dell’opposizione, proprietario di tre reti tivù, in materia televisiva.
Berlusconi chiama Saccà per raccomandare “starlette” con cui corrompere senatori della maggioranza e chiedere la produzione di programmi graditi a un suo alleato, Umberto Bossi.
Insomma, i due mica han parlato dei rispettivi passatempi. Non han mica parlato del Milan o dei loro gusti femminili.
Tutt’altra cosa: si sono messi d’accordo per sfruttare a loro vantaggio le rispettive posizioni. Questo mi pare evidente.
Secondo: nell’inchiesta che vede Berlusconi indagato per corruzione nei confronti di alcuni senatori della Repubblica, Saccà entra a pieno titolo quale possibile fornitore di “benefit” funzionali alla presunta corruzione. Dunque, c’è anche un rilievo penale nella chiacchierata finita prima in rete e poi sui giornali.
Terzo: tornando alla valenza pubblica del ruolo dei due protagonisti di questa vicenda, mi pare francamente assurdo che ci si scandalizzi per la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche e non per i loro contenuti. Capisco che qui entriamo in un campo minato, che rischia di farci scivolare sul terreno del moralismo, cosa che non intendo fare.
Ma dopo 13 anni di chiacchiere a vanvera sul conflitto di interessi, ancora dobbiamo stare a guardare il proprietario di uno dei due poli televisivi italiani esercitare un potere concreto e invasivo anche sul restante polo? Per di più facendolo dall’opposizione. Non bastava l’influenza che, carte alla mano, quando era Presidente del Consiglio, Berlusconi aveva su alti dirigenti e direttori di telegiornali della Rai.
Per concludere: un conto sono i fatti privati di Silvio e Agostino, effettivamente non pubblicabili se fossero davvero tali. Altro sono le misere pastette a mezzo Rai: un mezzo pubblico, che agli italiani costa il denaro sufficiente a dare loro il diritto di sapere come vengono prese le decisioni al suo interno. Tutte le decisioni. Anche quelle più squallide, quali sono quelle emerse dalle intercettazioni tanto contestate.

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