Uh!

Non sempre ho qualcosa da dire…

Archivio per la categoria ‘Costume’

TODO PARA TODOS, NADA PARA NOSOTROS

Pubblicato da miglietto su 30 - 04 - 08

Leggo su Repubblica.it che nel suo libro di imminente uscita il subcomandante Marcos svela un incredibile segreto che si è portato dietro per anni, confessando di “essere pazzo per la Jolie“!

Se questo è il potenziale rivoluzionario di Marcos, gli indios messicani stan freschi.

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EFFETTO SERRA 3

Pubblicato da miglietto su 30 - 03 - 08

Avvocato, smontami ’sto articolo!!!

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IL PRINCIPE AZZURRO

Pubblicato da miglietto su 29 - 03 - 08

Si parla spesso, ma mai abbastanza, del declino culturale del nostro Paese. Un declino che si esaurisce, in fondo, nella miseria dell’effimero, lasciando un vuoto drammatico in tutti gli ambiti del quotidiano. Cercando disperatamente nella Rete qualcosa che mi potesse dare una vaga speranza, oggi, sul Corriere.it, mi sono imbattuto in questa intervista a Manuela Arcuri, modello estetico e di vita per migliaia di ragazze italiane.

Che dire: mi arrendo.

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EFFETTO SERRA

Pubblicato da miglietto su 25 - 03 - 08

L’altro giorno ero dal mio avvocato, che da qualche tempo è anche il mio climatologo, nonché guru, personale.
Dovevamo parlare di cose molto serie e delicate. Così è stato, ma all’atto di salutarci l’ultimo suo pensiero è stato il seguente: “Ah, una cosa – mi ha detto uscendo dal suo ufficio – dove cazzo sarebbe l’effetto serra, che ci sono dieci gradi in meno della media?”.
Ancora una volta ho dovuto dargli ragione.
Per chi non lo conoscesse, lui è uno dei più noti difensori della “teoria ciclica del clima”, formulata per la prima volta da questo signore. Quella che, in buona sostanza, nega il cosiddetto “effetto serra”, spiegando, con prove inoppugnabili, come si tratti di una bufala montata ad arte per terrorizzare popolazioni intere.
La sua dimostrazione empirica, del resto, lascia poco scampo ad ogni altra teoria.
Ve ne faccio dono, come a me è stata donata in una fredda giornata di dicembre.

Avv: “Ma che gran cazzata ‘sta storia dell’effetto serra!”
Io: “Perché dovrebbe esserlo”?
Avv: “Ma tu sei mai stato in aereo”?
Io: “Sì, qualche volta”
Avv: “Hai mai guardato fuori dall’oblò, mentre eri in quota”?
Io: “Sì, per vedere le nuvole da sopra”.
Avv: “E allora dimmi: ma quanta cazzo è l’aria nei cieli? Ti sembra possibile che tutta quell’aria possa essere inquinata”?
Io: “In effetti, studi da miliardi di dollari per dimostrare l’effetto serra, protocolli internazionali, risoluzioni, leggi, e bastava guardare fuori dall’oblò di un aereo per capire che sono tutte balle”.

(nella foto sotto un momento dell’esperimento)

P.S. Lo stesso ragionamento, ovviamente, vale per gli oceani. Basta con queste fandonie. Di inquinato non c’è nulla!!!

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CIAK, SI GIRA!

Pubblicato da miglietto su 23 - 01 - 08

E’ una via di mezzo tra il dietro le quinte di un teatro e il set di un film.

Tra sei giorni andrà in scena il processo dei processi, quello sulla “strage di Erba” e il Palazzo di Giustizia di Como è già tutto un brulicare di giornalisti, tecnici, assessori comunali dall’espressione tipica di quelli stanno risolvendo il problema della fame nel mondo e semplici curiosi, già pronti ad accaparrarsi l’ambìto tagliando per seguire le udienze.
“Che se li avessimo potuti vendere – dice scherzando, ma nemmeno troppo, il giudice Alessandro Bianchi, presidente del collegio a cui spetta il verdetto sui coniugi Romano – avremmo risolto buona parte dei problemi economici di questo Tribunale”.
L’ironia del giudice Bianchi ci conforta sulla gestione di quello che non sarà un dibattimento semplice.
Dal 29 gennaio sarà lui il protagonista assoluto: il processo mediatico per eccellenza.
Tutto avverrà su un doppio binario: quello della giustizia in aula, e quello della giustizia a casa, da mass media, quest’ultimo molto più “vero” e soprattutto più “necessario” del primo: sarà quello a riempire la pancia alla gente.
Ecco allora le telecamere, le inquadrature, i primi piani, gli articoli di giornale, i commenti e le interviste. A centinaia. Una macchina perfetta per il pubblico pagante.
Ma non tutto il male vien per nuocere. Se la sezione penale dalla settimana prossima avrà un computer nuovo, qualche risma di carta e un paio di codici aggiornati in più, probabilmente dobbiamo ringraziare Olindo e Rosa.
La gente (tranne il giudice Bianchi) è persino più allegra in Tribunale. C’è fermento, insomma.
Qualcuno approfitterà dell’occasione per farsi il colore ai capelli (non si sa mai, “che se mi tirano giù quelli del tigì”), altri stanno già studiando il posizionamento delle telecamere, per finirci casualmente davanti al momento giusto. Altri ancora sognano il giorno in cui lo potranno raccontare: “Io c’ero”!
Un clima surreale, direte.
Al contrario, più reale della stessa realtà.

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DELICATEZZA

Pubblicato da miglietto su 16 - 01 - 08

Premessa: Clemente Mastella non mi è mai stato simpaticissimo.

Ma vedere Vannino Chiti confabulare con totale distacco al cellulare mentre il “dimissionario in itinere” ministro della Giustizia dice alla Camera: “Tra il potere e la famiglia, scelgo senz’altro mia moglie”, mi ha colpito più della stessa affermazione di Mastella.

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REALTA’ O FINZIONE, FATE UN PO’ VOI

Pubblicato da miglietto su 15 - 01 - 08

Ne “La grande abbuffata” esprimevo una certa preoccupazione circa il caos mediatico che si vede all’orizzonte del 29 gennaio, quando in Tribunale a Como inizierà il processo della cosiddetta strage di Erba.
Oggi la preoccupazione è divenuta scoramento all’apprendere la notizia che alcune puntate della nuova serie di Ris, la fiction di successo sul Reparto scientifico dei carabinieri, saranno ispirate, pare in maniera molto prossima, agli orribili fatti accaduti oltre un anno fa in via Diaz.
Un tempismo perfetto: in parallelo al processo non solo sarà attivissimo il canale mediatico-giornalistico, con tutte le sue possibili storture, ma anche quello mediatico-cinematografico, con una realtà/finzione che chissà per quanta gente andrà a coprire la realtà/realtà.
Mi chiedo a chi crederanno di più le sei donne della giuria popolare che dovranno emettere il verdetto finale insieme con due giudici togati.
Ma la notizia della fiction mi lascia basito per un altro motivo: da quanto si è appreso, gli uomini del comandante Garofano non avrebbero avuto ruolo così saliente nell’economia delle indagini di Erba, tant’è che nella conferenza stampa della Procura cittadina all’indomani della confessione, poi ritrattata, di Olindo Romano e Rosa Bazzi i vertici della Procura stessa non invitarono Garofano, ed evitarono accuratamente di ringraziarlo per l’operato svolto sulla scena del crimine. Per la cronaca, la famosa traccia di sangue trovata sull’auto di Olindo Romano e presumibilmente riferibile ad una delle vittime della strage fu analizzata dall’Istituto di medicina ematica di Pavia e non dai Ris.
Insomma, la nuova serie televisiva sarà pure avvincente, speriamo nessuno la scambi, nemmeno lontanamente, per qualcosa di simile alla realtà.

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ITALIANS DO IT BETTER! WHAT???

Pubblicato da miglietto su 9 - 01 - 08

Ci risiamo.
Dopo la sonora bocciatura globale del New York Times, che sul calare del 2007 aveva definito praticamente alla frutta il nostro Paese, ecco il marchio, forse ancor più rovente, dell’inglese Times.
Con tanto di quiz sulle donne d’Oltremanica, il quotidiano tra i più famosi del mondo tenta in ogni modo di smontare definitivamente la reputazione machistica che, ci sarà pure un motivo, ci portiamo appresso.
Le argomentazioni sono sempre le stesse e sempre, tutto sommato, oggettive.
Mammoni, sempre meno “bravi” a letto, vanesi e inconcludenti: è questo, in estrema sintesi, il quadro tracciato dal giornale londinese sulle pagine fiorite, guarda caso, dopo il recente ingaggio da parte della federazione calcistica inglese, di don Fabio Capello, divenuto, nel frattempo, Sir Fabio. Insomma, c’è puzza di frustrazione. Ma quella degli inglesi non è la sola, purtroppo.
Manco a dirlo, ai media locali non è sembrato vero poter incrociare immediatamente la spada con i colleghi anglosassoni, sguainando il sempreverde campanilismo, ormai unico sentimento ancora ben radicato nella razza italica e, soprattutto, molla efficacissima per far comprare in edicola qualche copia in più del giornale.
Ecco allora le superbe (non nell’accezione positiva del termine) reazioni delle principali testate nazionali, pronte a graffiare, se non a deridere, gli articoli, per la verità un tantino superficialotti, del Times.
Resta il fatto che, al di là delle schermaglie, quanto scritto dagli inglesi ha un certo riscontro nella realtà. Basta dare un’occhiata ai criteri utilizzati nel proprio test dal Times per capire che alcuni stereotipi tutti italiani trovano sconfortante conferma nella nostra vita quotidiana.
Ecco il test:

Il test del Times per le lettrici inglesi
Se volete testare l’«italianità» del vostro uomo, rispondete alle seguenti domande:

1. Dopo pranzo, lui beve: a) Cappuccino (1 punto)b) Camomilla (2 punti)c) Espresso macchiato (3 punti)
2. Quando guida in autostrada, lui: a) Viaggia nel mezzo della strada, andando di tanto in tanto sulla corsia di sorpasso, senza avvisare (2 punti)b) Va solo nella corsia lenta e resta lì (1 punto)c) Fa zig-zag con maestria in mezzo al traffico, guidando il più possibile vicino alle altre macchine e facendo i fari a chiunque fino a quando non si leva di torno (3 punti)
3. A che età è uscito di casa? a) 18 (1 punto)b) 28 (ma solo dopo che sua madre ha smesso di lavargli la biancheria) – (2 punti)c) Che fretta c’è? (3 punti)
4. Lui considera il suo scooter: a) Un mezzo giovane ma molto divertente per i fine settimana (2 punti)b) Un mezzo economico e utile per combattere il traffico di Londra e aggirare la «congestion charge» (1 punto)c) La prova della sua mascolinità, soprattutto quando «sgasa» ai semafori (3 punti)
5. Quante «man bag» (borse a tracolla) possiede? a) Una (2 punti)b) Nessuna (1 punto)c) 17 (solo per la collezione autunno/inverno) – (3 punti)
6. Come porta il maglione? a) Sopra la camicia (1 punto)b) Legato attorno alla vita (2 punti)c) Messo con disinvoltura sopra le spalle (3 punti)
7. Quanti oggetti di cashmere possiede? a) Pochi, la maggior parte regalati da voi (2 punti)b) 325 (senza contare i calzini) – (3 punti)c) Uno, mangiato dalle tarme (1 punto)
8. Che genere di mutande indossa? a) Boxer sgualciti (1 punto)b) Bianche, molto strette,
comprate e amorevolmente stirate da sua madre (3 punti)c) Solo firmate (2 punti)
9. Indossa la canottiera? a) Solo in pieno inverno (1 punto)b) Tutto l’anno, compreso agosto (3 punti)c) Non appena la temperatura scende sotto i 10° (2 punti)
10. Quando scia, lui: a) Si lancia giù come un pazzo, comportandosi come un ragazzino (2 punti)b) Sci uniti e posizione a uovo per far vedere a tutti la sua abilità (3 punti)3) Si iscrive alla scuola di sci e scia con i bambini di 6 anni (1 punto)
11. In spiaggia indossa: a) Calzoncini da surfista (2 punti)b) Costume Speedos nero e aderente (3 punti)c) Vecchi pantaloncini (1 punto)
12. Nei fine settimana, vi aiuta con i ragazzi: a) Portandoli alla madre (o, peggio, alla sorella zitella) – (2 punti)b) Portandoli in pizzeria mentre voi vi coccolate con un massaggio (1 punto) c) Ricordandosi di un pressante impegno lavorativo che può avere luogo solo in uno stadio e che lo terrà fuori di casa per almeno 4 ore. Ciao… (3 punti)
RISULTATI.
Fino a 15 punti: Il vostro uomo non è molto italiano. Forse più svedese. Ma che importa? Non farà i milioni dei calciatori viziati, ma almeno sa cambiare un pannolino.
Da 15 a 20 punti: Il vostro uomo è decisamente «al dente», ma nella maniera giusta. È elegante, pieno di vita, leale, magari un tantino eccitabile, ma queste sono tutte le belle qualità degli italiani. Forse è un po’ troppo legato alla mamma, ma non c’è niente di sbagliato in questo. Stai solo attenta che non cominci a esagerare.
Più di 20 punti: Avete fra le mani un autentico «mammone» e non c’è molto che possiate fare mentre la sua adorata mammina è ancora in vita. L’unica cosa, è averla dalla vostra parte, quindi datele suggerimenti per la depilazione e dividete con lei le ricette (ricordate: la sua è sempre la migliore). Insomma, parafrasando un antico proverbio, tenetevi vicini gli amici e ancora più vicino le suocere.

Direi che, tutto sommato, ci siamo.
Caffè espresso, scooter (o moto) vissuto come il proprio membro, mutande bianche aderenti, stadio o, comunque, impegno fuori casa, canottiera e borsa a tracollo (non esiste calciatore che non la porti): sono tutti, o quasi, elementi che, siamo onesti, fanno parte sacrosanta della nostra vita.
Qualche contestazione, però, debbo farla.

Sui vecchi pantaloncini in spiaggia, ad esempio. E a meno che stiamo parlando soltanto di ultrasessantenni, non mi pare che gli italiani siano così demodé. Al contrario.
Stesso discorso vale per lo sci. Per non parlare del maglioncino di cashmere, che, a detta degli inglesi, sarebbe sempre sulle nostre spalle. Vestiamo mica tutti come Berlusconi, diamine.
Oh, magari sto sbagliando tutto. Voi che ne pensate?

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