Uh!

Non sempre ho qualcosa da dire…

Archivio per la categoria ‘blog’

UNA SCELTA DOLOROSA

Pubblicato da miglietto su 7 - 05 - 08

 

Lo ammetto, il passaggio non è indolore.

Cioè: volevo da morire queste benedette tre colonne, ma lasciare il caro vecchio blogger, che per primo mi ha accolto quando ero stolto e sprovveduto tra le sue braccia, non è facile.

Per il momento mi limito a questo provvisorio travaso.

Poi, si vedrà.

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HO TROVATO UN MEME, ‘MO SON CAZZI VOSTRI

Pubblicato da miglietto su 13 - 04 - 08

Grazie a Enrica, ho capito cos’è un meme. Al di là di definizioni astruse e fin troppo serie, si tratta di un gioco. E allora giochiamo. Come detto, sono stato nominato da Orientalia 4All, uno dei blog che frequento più spesso.

Come da copione, queste sono le regole di svolgimento:
· Indicare il blog che vi ha nominato e linkarlo;
· Inserire le regole di svolgimento;
· Scrivere sei cose che vi piace fare (cosa lecite ragazzi, siamo un blog perbene e onesto!:))
· Nominare altre 6 persone affinché proseguano il meme
· Lasciare un commento sul blog dei 6 prescelti amici memati

Ecco sei cose (nella loro definizione più elementare) che mi piace fare. Anche nel mio caso non sono in perfetto ordine di priorità, dipende dal momento:

1) scrivere
2) leggere
3) andare in mountain-bike
4) andare in moto
5) stare al sole
6) ascoltare musica

Questi sono, invece, i blogger che intendo trascinare nella centrifuga in cui sono finito anch’io. Suvvia, è divertente, in fondo.

Luisa
Leonora
MarcoMiglia
Giorgio
Paolo
Frenz
Dania

Il Miglia ringrazia tutti sentitamente.

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PIZZABLOG

Pubblicato da miglietto su 3 - 04 - 08

Pizza blog di ieri sera: la coda è davvero lunga.

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NON CI POSSO CREDERE!!!

Pubblicato da miglietto su 20 - 02 - 08

Il fratello (nella foto è quello a sinistra, quello a destra sono io) mi ha salvato. Ed ecco il risultato: un template che sembra quasi serio!!!

A dire il vero, mi ha anche spiegato un sacco di cose sull’html, che ho fatto finta di capire, ma che non ho minimamente inteso. Ma quel che conta è il risultato.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti per la disponibilità al supporto.

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L’IPERPRESENTE

Pubblicato da miglietto su 18 - 01 - 08

Davvero la rete ci sta ammorbando in uno stato di “iperpresente” (definizione di Luca De Biase)?

Siamo talmente concentrati su ciò che accade così rapidamente, anche tra noi, che non riusciamo a capire quali siano le conseguenze dei nostri piccoli e grandi gesti?
Cosa ci guida, se c’è qualcosa, nella nostra immersione via blog?
Oppure, ogni volta, è soltanto un tuffo?

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VOLEMOSE BENE

Pubblicato da miglietto su 17 - 01 - 08

Economia della felicità, ovvero, tra le altre cose, dare meno importanza al denaro e allo scambio di beni materiali, per tornare a valorizzare elementi che sembrano aleatori, ma che migliorano, di fatto, le nostre vite: relazioni interpersonali, messa in comune gratuita di beni quali il tempo, l’attenzione e la conoscenza, coltivazione degli ambiti artistico ed ambientale.
Una ricetta non nuova, si pensi alla vita degli italiani negli anni Cinquanta, prima del boom economico, con pochi mezzi a disposizione e molta solidarietà a colmare le mancanze.
In che misura le nuove tecnologie potrebbero oggi aiutarci a tornare verso un modello economico simile, ovviamente rivisto e corretto? Oppure c’è il rischio che l’era di Internet sia, in realtà, una semplice fiammata, capace ora di coinvolgere, anche emotivamente, milioni di persone, ma destinata ad estinguersi rapidamente?
E ancora, il mettere in comune implica un possesso. Se il possesso dei beni materiali non arriva a soddisfare i minimi indispensabili per un’esistenza dignitosa, come sarà possibile condividere ciò che si ha, ma non si ha né tempo, né libertà di valorizzare?

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SUDOMAGODO

Pubblicato da miglietto su 17 - 01 - 08

“Il grado di soddisfazione dei dipendenti dovrebbe essere inserito, quale vero e proprio capitolo, nei bilanci aziendali. Occorrono nuovi strumenti contabili che inizino quantificare anche la qualità della condizione di lavoro e non soltanto la sua quantità”.

Parole di Luca De Biase, in occasione della presentazione del suo “Economia della felicità” edito da Feltrinelli.
Parole che mi affascinano e che, se mi guardo intorno, mi fanno sorridere.

Mi domando: ma dove andrebbe messa la soddisfazione? Attività o passività?

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TORNIAMO AL SENSO

Pubblicato da miglietto su 16 - 01 - 08

L’iper presente: uno dei rischi della nuova dimensione in cui la rete ci sta trascinando.

Non riuscivo a dare un nome ai timori che albergano nei miei amici e un po’ anche in me da quando ci approcciamo al mondo dei blog.
La definizione, ovviamente, non è mia. E’ di Luca De Biase, che l’ha tirata fuori dal suo ricchissimo cilindro nel corso della presentazione del suo “Economia della felicità”, oggi in Feltrinelli a Milano.
Un’ora e mezza fitta di spunti, che proverò a sviluppare nei prossimi post, con la consapevolezza di un’inadeguatezza di fondo, coadiuvata, però, da una grande voglia di capire.
Il rischio dell’iper presente è lì. E’ concreto, grave, ma si può evitare. Come? Lo dice lo stesso De Biase: con la progettualità.
Insomma, va bene tutto nella rete, ma di fondo deve esserci qualcosa che abbia una direzione.
Quale direzione? Questa è un’altra storia.

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LA GRANDE ABBUFFATA

Pubblicato da miglietto su 13 - 01 - 08

Tra poco, il 29 gennaio, in Tribunale a Como prenderà il via il processo in Corte d’Assise nei confronti di Olindo Romano e Rosa Bazzi, ormai tristemente arcinoti per essere ritenuti (sono rei confessi salvo una recente ritrattazione) i carnefici della cosiddetta “strage di Erba”.
A udienza ancora lontana c’è già una notizia: non solo la gente cerca da mesi il numerino per avere un posto in prima fila, anche i giornalisti dovranno accreditarsi per assistere al dibattimento. Ciò significa che il presidente del Tribunale già sa che il numero di rappresentanti di Tv e giornali sarà altissimo. Considerare il rischio di un processo mediatico è, dunque, tutt’altro che fuori luogo.
Ma quanto i due piani, quello mediatico, appunto, e quello giuridico saranno mantenuti distanti?
Non sarà semplice, a prescindere dalla pubblica accusa e dalla Corte, che, se confermata, dà ampie garanzie di tenuta. Non va, infatti, trascurato, che sei giudici popolari dovranno, insieme con due togati, emettere il verdetto finale. Insomma, la sensazione è che la cosiddetta opinione pubblica possa avere, nell’arco del processo, una qualche rilevanza. E quando si parla di opinione pubblica, ovviamente si parla dei media.
Si sprecheranno i servizi “musicati” di Studio Aperto, le puntate di Matrix e Porta a Porta, gli articoli e i commenti su quotidiani e settimanali, perchè in quell’aula, fino al giorno della sentenza, probabilmente verrà vomitato di tutto.
Personalmente, seguirò le udienze e ne farò puntuale resoconto sul blog.
Proverò a offrire il punto di vista del blogger, oltre che del giornalista. Con le logiche di orizzontalità della rete e con il contributo di chi vorrà partecipare alla discussione. Chissà che ne esca qualcosa di interessante, capace, possibilmente, di staccarsi dal minestrone mediatico che, fatalmente, sommergerà tutto e tutti.

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IL POTERE DEI PICCOLI

Pubblicato da miglietto su 14 - 12 - 07

Faccio il cronista da una decina d’anni. Da sette o otto mi occupo principalmente di politica e pubblica amministrazione.
L’altro giorno ho realizzato un dato agghiacciante. Una cosa che ho sempre avuto sotto il naso, a dire il vero, e che spesso il naso me l’ha fatto arricciare, ma che non mi era mai parsa tanto evidente e devastante.
Vi dico di che si tratta: coloro che detengono il potere, quasi sempre politici o burocrati di vario stampo da me frequentati per motivi professionali, sono generalmente propensi alla disonestà intellettuale.
La menzogna è ormai divenuta la regola. La piccola grande truffa, l’escamotage, la furbata, l’opportunismo più bieco non sono affatto fenomeni isolati negli ambienti che frequento da quasi un decennio. Anzi, la tendenza a queste abitudini è sempre più marcata. E più sai mentire, più fai carriera. Più sai scaricare su altri le tue responsabilità, più lunga sarà la tua vita nella bolla del potere.
Cosa comporta tutto ciò? Credetemi, non è affare loro.
Non ci pensano nemmeno al dopo.
Non voglio passare per un qualunquista. Proprio contro il qualunquismo, che reputo uno dei mali più gravi da cui la nostra società è divorata, voglio scrivere questa cosa. Nessuna crociata. E nemmeno moralismo, ché non è roba mia.
La mia è una semplice testimonianza diretta. Fatene ciò che volete, credetemi, oppure no. Ma sappiatelo: siamo nella merda, in senso letterale. Completamente immersi.
Dando una forma a questo desolante scenario, mi siete venuti in mente voi, che state nella rete e che nella rete state riversando una quantità tale di buoni valori e buone idee da lasciarmi, ancora oggi, quotidianamente stupito.
Che la via d’uscita dalla Tv malata possa essere la rete (De Biase non ci tradire) sono personalmente persuaso, malgrado le non rare fasi di scoramento.
E che in questo nuovo modo di far circolare le idee vi sia la “salvezza”, per il momento mi limito a sperarlo. Forse ho una visione un po’ troppo romantica dell’Idea e del mezzo con cui la vedo viaggiare e crescere meglio. Ma è la mia ancora, altrimenti verrei trascinato via.
Perché siamo arrivati a questo punto? E, soprattutto, siamo ancora in tempo per invertire la rotta, o quantomeno per correggere il tiro?
Faccio un lavoro che mi obbliga ad avere fiducia.
Da quella pesantissima pizza di qualche tempo fa, i dubbi non sono diminuiti, ma la mia forza è aumentata oltre ogni previsione.

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